Capitalismo 2.0


Stephanie è la primogenita di una famiglia medio borghese americana. Il padre è il titolare di una modesta stamperia ormai in crisi a causa dell’avvento delle nuove tecnologie che hanno spinto molte aziende a spostare gli investimenti pubblicitari sul web abbandonando il cartaceo. A causa di un imbarazzante video call durate il compleanno del padre, Stephanie decide di presentare il suo fidanzato alla famiglia dando il via ad un’infinita serie di situazioni tragicomiche. Una versione scadente del classico Ti presento i miei che cade pesantemente nel trash e nel volgare. Una serie di situazioni paradossali, in cui va per la maggiore lo sdoganamento del sesso sia in atti che in parole, in cui la sola morale è che il soldo può comprare e cambiare tutto. Va infatti a perdersi l’idea di cosa sia nei fatti un bravo ragazzo, se non semplicemente qualcuno che in un modo o nell’altro ha un ricco conto in banca. Dopo 50 sfumature in cui il sadomaso con il miliardario spopola alla grandissima si passa allo “sfruttamento” di personaggi celebri per fare colpo, poiché nulla sembra ormai essere senza prezzo. Certo si tratta solo di una commedia e da parte mia c’è probabilmente un eccessivo perbenismo, qualche risata me la sono fatta ma credo che si possa fare comicità senza cadere così in basso. A dispetto di tutto notevole la performance di Bryan Cranston, penosa invece l’interpretazione di James Franco che evidentemente non ha capito dove voleva andare a parare il suo personaggio: in tutto il film ha infatti il tarlo del sesso ma poi si vuole sposare con la tipica brava ragazza americana. Non consigliato ad un pubblico femminile, la maggior parte dei ragazzi temo lo troveranno infinitamente spassoso.
