Surreale


Un paesino nel bel mezzo del nulla, Dungatar. Gretto, arretrato e provinciale, schiavo di ignoranza, maschilismo e mediocrità. Nulla di buono può crescere tra l’aridità di quel deserto, eppure è lì che la grande stilista internazionale Tilly Dunnage è nata e decide di tornare. Ci si domanda da subito cosa la spinga a questo ritorno, la vendetta o la mera ricerca della verità su un oscuro passato ormai dimenticato? Un film alternativo, che gioca di contrasti e paradossi. D’effetto gli abiti e la magia del trucco di scena, che gioca tra realtà ed illusione in un mondo che vorrebbe apparire bello ma non riesce a nascondere il marcio che lo domina. La trama appare strana, come l’epilogo inaspettato e spiazzante. Un film particolare, probabilmente non per tutti che cavalca una sottile ironia tra il surreale e l’onirico, svelando realtà meschine tra le pieghe drappeggiate di raffinato chiffon.

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Un pensiero su “The Dressmaker un film di Jocelyn Moorhouse”