Titolo: "Come il sole di Notte" Autrice: Sara Purpura Casa Editrice: self-publishing Genere: romanzo rosa Numero Pagine: 352 Costo versione e-book: 1.20 euro Costo versione cartacea: 9.00 euro Link per l'acquisto: http://amzn.to/2cBmqoI
SINOSSI: Thomàs Ranieri ha tutto ciò che può desiderare un giovane uomo: è ricco, bello, ha un animo dissoluto che nessuno sembra potere domare e un’indole ribelle che si addice poco al suo titolo. Alan, suo fratello, primogenito e conte per linea di successione, possiede invece la calma e la fierezza tipica di un uomo del suo rango. Quando quest’ultimo chiede in sposa la bella Elena Vendramin, figlia di uno dei duchi più vicini al doge, resta sopraffatto dalla sua bellezza e il proposito di conquistarla diviene una sfida. Ma l’amore sbaglia il suo bersaglio e, a un ballo, Elena viene attratta dal fratello sbagliato, Thomàs, che ne resta a sua volta ossessionato.
In una Venezia fiera della propria identità, due destini si intrecciano fra passione e sentimento, sfidando ogni convenzione. Questa è la storia di un amore che esaudisce ogni promessa, un racconto nel tempo ma senza tempo che si dipana, avvincendo chi legge di emozioni contrastanti: due fratelli, un segreto nel passato di uno dei due, una donna intrappolata dalle consuetudini e un atroce inganno per soddisfare la brama di potere di un uomo senza scrupoli.
RECENSIONE: Romanticamente Naif

Un’opera ben scritta, incantevole la cover, tuttavia la storia è lenta, noiosa ed improbabile. Riprende un po’ tutti i cliché dei romanzi rosa, i fratelli amici/nemici in lotta per la stessa donna, il fratello ribelle, malvagio e libertino che si trasforma improvvisamente in un uomo di valore e pregno d’amore per la bella Elena. Inimmaginabile l’approccio psicologico del personaggio di Livia che ama come suo (a tratti anche anche di più) il figlio frutto del tradimento di suo marito. Fastidioso il personaggio di Elena, che viene descritto come coraggioso e valoroso ma che resta sempre avvolto nella bambagia fra l’ozio e il benessere tipici dell’aristocrazia. Buonista e deludente l’epilogo, i dialoghi spesso prolissi, scontati e anacronistici. Punto di forza sono a mio avviso le scene erotiche, molto audaci, ben descritte e coinvolgenti. Chiaramente il mio è solo un punto di vista, auguro alla scrittrice di continuare a scrivere e di interpretare questa come una semplice critica costruttiva.

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