Inventare un sogno

( Voto 5 su 10)
Da vedere? Ni
Una bambina, un dono e il desiderio che questo suo talento le regali indipendenza e serenità. Qualcosa tuttavia si spezza e crescendo Joy diventa quello che non avrebbe mai voluto essere, l’ombra della talentuosa inventrice che sognava di diventare. Madre divorziata, due figli e vittima di una stramba famiglia capace di gratificarla e mortificarla allo stesso tempo. Le basi per una bella fiaba moderna, una storia che vorrebbe raccontare la tenacia di chi lotta per qualcosa in cui crede, capace di toccare chi porta un sogno impossibile nel cuore. I personaggi tuttavia restano distanti, accennati e privi di un’anima, un po’ come gli attori delle telenovelas che adora guardare la madre di Joy nel film. Le vicende scorrono lente e confuse e non viene dato risalto agli eventi importanti, senza contare che tra le righe il sogno di cui tanto si va parlando è banalmente fare quattrini. Surreale la presenza del secondogenito di Joy che appare e scompare come uno spettro, a tratti dimenticato dal regista dando un’idea fin troppo semplicistica del ruolo di madre. L’epilogo resta discutibile e poco verosimile visto il mondo di sciacalli dipinto in tutta la vicenda. Vedere Bradley Cooper relegato ad un ruolo marginale e poco attivo mi è dispiaciuto e non ho apprezzato la scelta di non dare spazio al sentimento. I sogni hanno bisogno d’amore e le principesse per essere felci devono condividere il loro castello con qualcuno anche se sono in grado di salvarsi da sole.

Un pensiero su “Joy un film di David O. Russell”