La recensione di “Non sposate le mie figlie”
di Philippe de Chauveron
(VOTO 7 su 10)
Da vedere? Si
Questo San Valentino avevo voglia di qualcosa di divertente, che rendesse la serata allegra e leggera. “Non sposate le mie figlie” mi è stato consigliato da una mia amica e sono felice di averla ascoltata.
L’amore è da sempre una faccenda complicata e intricata, non si sceglie chi amare, non importa la religione, l’etnia o il colore della pelle… in un mondo perfetto forse, ma in questo?
Un’ironica commedia sui matrimoni multietnici, fatta di tanti luoghi comuni e dei più diffusi pregiudizi. Facile dopotutto non essere razzisti, fino a quando le culture e le famiglie non si devono unire e per forza di cose scontrare.
Uno spaccato di vita poco realistico, con attori troppo belli per essere veri e situazioni economiche troppo rosee per essere di questa epoca, praticamente nullo e invisibile l’impatto dei figli sulla vita famigliare, una visone molto semplificata della vita.
Per una sera però non importa quando veritiera possa essere la vita dei personaggi, l’importante è ridere e farsi coccolare da un lieto fine che fosse anche solo cinematografico scalda sempre e comunque il cuore.


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