Recensione del film “The host”
Voto ( 8 su 10)
Da vedere? Si
Un film interessante, a volte magari lento, ma che risulta nel suo insieme poetico. Una specie aliena invade e prende possesso del nostro pianeta e dei suoi abitanti. La terra non era mai stata tanto perfetta: ordine, gentilezza, cordialità, cura per ogni tipo di malattia, assenza di criminalità e di ingiustizie imperano su di essa. Questi pacifici parassiti alieni sono ormai vicini all’aver conquistato il corpo di ogni singolo essere umano, in modo pacifico e non violento. Alcuni ribelli però resistono, si nascondono. Urge pertanto trovarli, dato che solo un piccolo gruppo bellicoso può mettere a repentaglio la pace mondiale. Assistiamo all’analisi dei ricordi di una dei ribelli, determinata a non cedere il suo corpo al parassita alieno. Ricordi emozionanti e passionali, che raccontano l’umanità nella sua imperfetta intensità. Pare infatti vi sia qualcosa di magnifico nell’essere umano nel bene e nel male. Quando si pone un obbiettivo fa meraviglie tra follia e determinazione. Paesaggi onirici e rasserenanti, volte di stelle di lucciole e grotte sotterranee unicamente pacifiche. Vi sono sì dei punti magari non proprio credibili ma non importa, quello che emerge è che per quanto imperfetti noi restiamo la specie più complicata dell’universo, vittime nostro malgrado di impulsi così travolgenti da non poter essere dominati. Un omaggio alla nostra imperfezione che tanto fa soffrire ma ci fa sentire vivi.


2 pensieri su “L’umanità nella sua imperfetta intensità”